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Ottobre 2016 > Zetalinea Service

  RISCALDARSI CON LA LEGNA: LA SCELTA GIUSTA

La storia dell’uomo è stata sempre legata al fuoco, sin dai tempi più antichi, quando la fiamma serviva a scaldare, riunire il gruppo e nutrirsi: avere il fuoco significava sopravvivere.

 

L’evoluzione umana ha portato con sé il fuoco attraverso le epoche e i grandi eventi storici: avere oggi un fuoco a casa è come tornare alle origini, alla semplicità della vita.
Il fuoco a legna cela una chiave: una volta scoperta puoi osservarne l’anima e lo spirito. Lo spirito della storia dell’uomo.

Ma bruciare legna inquina?
Certamente anche il riscaldamento domestico a biomasse legnose contribuisce, in alcuni casi per una quota consistente, all’inquinamento dell’aria che respiriamo ed rappresenta una fonte di emissione per PTS, PM10 e PM2.5  
Ma qui ci soffermiamo per esporre alcuni concetti base per poter fare una giusta chiarezza su questo tema di grande attualità.
Partiamo subito dalla base delle nostre osservazioni: bruciata correttamente, la legna risulta una delle energie rinnovabili più pulite, sicure ed economiche attualmente reperibili sul mercato.
Cosa intendiamo per bruciata correttamente?
Adottare un metodo di accensione della legna corretto

Bruciare legna stagionata

Almeno due anni, stoccata anche all’aperto ma coperta e rialzata rispetto al terreno. La legna appena tagliata contiene circa il 50% di acqua e quindi non è adatta all’immediato impiego. È necessario stagionarla o essiccarla, affinché raggiunga un tenore idrico inferiore al 20%, valore ottimale per la combustione. Un elevato contenuto idrico riduce il potere calorifico della legna e il rendimento del generatore, aumentando le emissioni. E stato riscontrato che una stufa di altissima qualità il livello di emissione di polveri è inferiore a 50 mg/Nm3. Nel caso in cui la legna è umida possono essere raggiunti addirittura i 500 mg/Nm³!
Utilizzare un prodotto a legna tecnologico
Le leggi a tutela dell'ambiente sono strumenti indispensabili per migliorare la qualità della nostra vita, e quella dei nostri figli. Queste stanno contribuendo a migliorare la qualità dei prodotti presentati sul mercato. La sempre maggiore pressione della legislazione ambientale, infatti, ha indotto negli ultimi anni i costruttori di stufe e inserti a legna ad aggiornare tecnologicamente la produzione in maniera sorprendente, offrendo sul mercato stufe in grado di trasformare la legna in un combustibile "pulito", riducendo del 90% gli incombusti rilasciati in atmosfera. In una stufa a legna semplice in condizioni di pessimo funzionamento e registri dell’aria chiusi si sono raggiunti addirittura 5.000 mg/Nm3 di polveri (contro i 50 mg/Nm3 di una stufa tecnologica).

Altri utili consigli
• Favorire l’immissione di aria comburente nella fase di accensione.
• Introdurre ciocchi di legna più grossi solo dopo la formazione di un bel letto di braci
• Non sovraccaricare la camera di combustione, caricare al massimo fino a metà o secondo le indicazioni della casa madre. Il sovraccarico porta ad una altissima inefficienza della combustione oltre a danneggiare il prodotto stesso.
• La combustione della legna ha bisogno di aria comburente, quando il prodotto raggiunge la temperatura ottimale usare solo l’aria secondaria e non utilizzarla sempre a registri chiusi.
• Provvedere ad una regolare pulizia della canna fumaria e del generatore, questo riduce le emissioni inquinanti, fa risparmiare combustibile, previene l’incendiarsi del camino e rivela per tempo danni o problemi strutturali.

Se vengono rispettate i semplici principi appena descritti ecco allora che bruciare legna per riscaldarsi è una soluzione ecologica.

Studi di settore hanno rilevato che le polveri derivanti dalla stufa a combustione efficiente della legna presentavano una tossicità 5 volte più bassa di quelle derivanti dal diesel, nel caso in cui il particolato proviene da una stufa a combustione incompleta, questa presentava un livello di tossicità 15 volte superiore  a quelle del particolato da diesel.
Ma bruciare legna aumenta l’effetto serra?
Ora passiamo ad un altro tabù da sfatare sulla legna: se una delle cause dell' "effetto serra" è la continua deforestazione del nostro pianeta, è ragionevole pensare che usare legna come combustibile sia insostenibile.
In realtà, il riscaldamento a legna non può essere considerato responsabile della deforestazione, che dipende per lo più dall'agricoltura, dagli incendi e sviluppo urbanistico. La legna utilizzata per il riscaldamento è quella che proviene dal governo dei boschi, che giova al mantenimento del verde ed al naturale rinnovamento delle piante.
Contrariamente a quello che si pensa, il patrimonio forestale italiano gode ottima salute, ed è in continua espansione da circa 150 anni. Attualmente, boschi e foreste coprono circa un terzo dell'intera superficie del Paese.
Di questi, solo un terzo sfruttato economicamente (sopratutto per legna da ardere, che costituisce da sola circa il 60% del consumo). Attualmente, quindi, il 'capitale' di legna depositato nei boschi italiani si accresce inesorabilmente di circa 20 milioni di metri cubi ogni anno.
Se attuata seguendo le pratiche razionali della moderna selvicoltura naturalistica, la raccolta del legno dei boschi non è un'attività distruttiva. La valorizzazione energetica del legno, anzi, è uno strumento che permette di aumentare il valore complessivo dei boschi, rendendo interessante per i proprietari coltivarli e gestirli correttamente, cosa che spesso non avviene. La coltivazione dei boschi, e la loro resa economica, sono uno strumento fondamentale per la loro conservazione e protezione dai rischi di incendio, accidentali o dolosi.
Tra tutte le fonti di energia rinnovabile, in Italia il legno è quella con il più grande potenziale di utilizzo a breve periodo.
L’anidride carbonica ( CO2 )
L'eccesso di anidride carbonica, responsabile dell'effetto serra, deriva dal consumo dei combustibili fossili, carbone e petrolio, dove il carbonio è rimasto immagazzinato per milioni di anni, prima di essere liberato in quantità enormi dalla richiesta di energia delle società industrializzate. E' un processo a senso unico, irreversibile in tempi brevi.
La legna è l’unica fonte di energia realmente rinnovabile di cui disponiamo attualmente.

La legna è una sostanza organica che deriva direttamente o indirettamente dalla fotosintesi clorofilliana. Grazie a questo processo le piante assorbono dall’ambiente anidride carbonica, acqua e sostanze nutrienti e le trasformano, grazie alla luce del sole, in materiale organico. Queste piante poi vengono abbattute e attraverso appositi impianti diventano combustibile per le abitazioni.
La combustione della legna produce CO2 per poter alimentare questo processo, una cattiva combustione produce meno CO2 ma più gas inquinanti

Ma bruciare legna è costoso?
Accettando un minimo di lavoro per procurarvi e conservare la legna, si può scoprire che il riscaldamento a legna è il più economico disponibile oggi.
Da una stufa di qualità con un rendimento del 80%, bruciando un kg di legna stagionata (umidità massima del 20%) al costo di 12/13 Euro al quintale, si ottengono circa 4,3 KWh, con un costo per KWh di circa 0.03/0,04 Euro.
Usare legna consente risparmi dal 50 al 70% sul costo del riscaldamento.

Ma bruciare legna è difficile?
In caso di un’interruzione di corrente elettrica, di un aumento del prezzo del petrolio, di uno sciopero dei trasportatori che bloccano le consegne di gasolio o gpl, un prodotto a legna continuerà a funzionare e a riscaldare.
Grazie alla semplicità ed affidabilità dei prodotti a legna di alta qualità, la manutenzione in generale è minima e poco costosa, senza rischi di rotture di parti elettriche o elettroniche.

Un po’ di poesia…
Sono seduto  davanti alla mia stufa, ho spento le luci e osservo sedotto da una forza primordiale il fuoco che arde. Le fiamme ad un certo punto decidono di essere le protagoniste, creano uno spettacolo meraviglioso: si allungano, scappano, si nascondono, si ingrandiscono, serpeggiano in un modo quasi narciso. Il mio corpo viene gradualmente riscaldato dal calore emanato. Adesso sento che anche l’anima è calda.
Continuando a fissare le fiamme sembra che l’ansia e i pensieri che avevo prima siano stati bruciati come la legna. É bastato sedersi davanti ad un camino con quelle fiamme danzanti,  quell’odore di legna per provare e sentire sensazioni antiche e scappare dalla frenesia quotidiana che erode i ricordi.

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